NOI ED IL LIBERO ARBITRIO

Annibale Carracci, Ercole al bivio, Napoli

Negli anni mi sono resa conto che le persone hanno un’idea completamente sbagliata del Libero Arbitrio, tutti felici e contenti di poter avere la libertà di scegliere o cambiare il proprio destino, ho sentito dire da persone molto credenti che questo è il più grande regalo che Dio ci ha fatto… ma ne siete proprio sicuri? Nella vita sono molto sintetica, schematica e risolutiva quindi a mio modo e in base all’esperienza che ho acquisito proverò a spiegarvi che cosa ha voluto fare Dio donandoci il tanto amato e poco capito Libero Arbitrio. Ad un certo punto dei miei studi sulla reincarnazione e sul karma mi è venuta la forte necessità di comprendere come siano andate realmente le cose per quanto riguarda la creazione del mondo, e come spesso faccio non mi sono di certo accontentata della storiellina che ci raccontano a scuola durante l’ora di religione o al catechismo, non mi sono accontentata di leggere la Bibbia e i Vangeli, io volevo sapere la verità. La mia indole ossessivamente curiosa mi ha sempre portata a fare un mucchio di domande a tutti, non sono propriamente il tipo discreto che ha paura di chiedere le cose, dopotutto “chiedi e ti verrà dato”, “chiedi e ti verrà detto” e se non si potrà dare o dire ci sarà una spiegazione anche a questo. Viveva a Roma a quei tempi un vecchissimo prete che si diceva facesse degli esorcismi pazzeschi, un tipino burbero, di poche, pochissime parole, in pratica tu andavi da lui e spesso senza farti nemmeno parlare ti riempiva di insulti urlando come un pazzo oppure ti metteva una mano sulla fronte e una dietro la schiena, diceva sottovoce delle cose incomprensibili poi ti diceva di pregare e ti mandava via… era chiaro per me che questo omino la sapeva lunga, quindi chiesi alla mia amica di portarmi da lui. Io volevo riuscire a parlarci. Devo dire che appena entrai in questa piccola stanza mi si strinse lo stomaco, ero nervosissima “oddio” pensai “questa si chiama coda di paglia ho paura che inizi ad urlare”, ero una ragazza di 23 anni che viveva da sola a Roma e vivevo esattamente come si pensa di poter vivere a 23 anni, senza mezza regola. La stanza non aveva nulla, un inginocchiatoio, una sedia e una piccola libreria piena di libri buttati a casaccio, libri vecchi anzi antichi. Padre Raffaele era piccolissimo e sembrava avere cento anni, aveva gli occhi stretti e neri, pochi capelli e il rosario stretto nelle mani. “cosa vuoi?” mi disse appena entrai, non riuscivo a parlare non usciva nemmeno un suono dalla mia bocca, avevo i battiti del cuore a tremila, le lacrime iniziarono a scendere senza una plausibile spiegazione. Capii molti anni dopo che la mia reazione era dettata dall’energia che si sprigionava in quella stanza…il Timor di Dio lo chiamerebbe qualcuno, io so che non bisogna temere Dio quindi dico era energia, un’energia alla quale non ero ancora abituata, oggi lo sono e spesso quando le persone parlano con me piangono senza saperne la ragione, io spiego loro che si tratta dell’energia di connessione tra una dimensione e l’altra. Quel giorno riuscii solo a mettermi sull’inginocchiatoio lui mise la sua mano sulla mia fronte e l’altra, quella con il rosario sulla mia schiena, non ho saputo mai che cosa disse so che io sentii un gran caldo avvolgere tutto il mio corpo e che non smisi di piangere un secondo. Quando ebbe finito prese dalla libreria un rosario me lo mise in mano e mi disse “impara a pregare, quando avrai imparato torna e io risponderò alle tue domande”. A chiunque questa sarebbe sembrata una cosa straordinaria ma a me in soli 23 anni erano già successe tante di quelle cose “strane” che uscii da quella stanza senza nemmeno chiedergli cosa intendesse dicendomi “impara a pregare”. Da quella sera iniziai a pregare, non a fare il Rosario, solo a pregare con le uniche due preghiere che conoscevo L’Ave Maria e il Padre Nostro. Dopo circa un mese decisi che poteva bastare e tornai da lui. Questa volta mi accolse con un sorriso, usci dalla stanza e ci sedemmo su di una panca della Chiesa “allora” mi disse “che cosa vuoi?” “ho delle domande da farle Padre, non lo so perché ma so che lei potrà rispondermi”. Il suo racconto fu più o meno questo: Dio ha creato il mondo e poi Adamo ed Eva, e l’unica cosa che ha chiesto a quei due debosciati è stata di non mangiare la mela…e cosa hanno fatto loro? L’hanno mangiata, l’hanno mangiata capisci? Gli unici due esseri umani appena creati già non si sono fidati di lui, comunque: in seguito altri esseri umani si crearono insieme agli animali e tutti continuavano a non ascoltare i consigli di Dio finchè si è arrabbiato molto e ha deciso di distruggere tutto attraverso il diluvio universale ma gli animali poveretti non centravano nulla e tra gli uomini ce n’era qualcuno di meritevole sto parlando di Noè e della sua famiglia e così decise di salvarli attraverso l’Arca che fece costruire a Noè, perché vedi, Dio ci da sempre la possibilità di costruire la nostra arca siamo noi che non capiamo mai un accidente di niente, ad ogni modo l’essere umano attraverso la famiglia di Noè ha potuto riformarsi ma continuavano a sbagliare e a litigare tra di loro e così Dio ha provato con la torre di Babele, forse, se vi faccio parlare a tutti con una lingua diversa farete ciò che dovete fare e la smetterete di litigare ma nemmeno questo è servito e così  ha deciso per il Libero Arbitrio. Ecco, il suo racconto fu questo e io allora capii che il libero arbitrio è una punizione non un regalo, e pensa quanto siamo stati plagiati bene per arrivare a credere che si tratti di un regalo. Dio o chi per lui ha deciso di lasciarci liberi di scegliere perché non siamo stati in grado di seguire delle semplici regolette per poter vivere sereni e permettere in tutta tranquillità alla nostra Anima di evolversi, praticamente ha detto “io me ne lavo le mani, fate un po’ come accidenti vi pare, io non c’entro più. Tutto quello che vi accadrà nella vita sarà solo frutto dell’esperienza che avete deciso di fare e delle scelte che voi stessi farete per portare avanti il vostro percorso terreno”, scelte che spesso ci portano a boicottare quello che veramente dobbiamo fare, scelte che ci portano fuori strada causandoci karma e una gran perdita di tempo e non contenti spesso se non sempre quando le cose non vanno bene che ci crediamo o meno continuiamo a prendercela con Dio. La mia esperienza con questo piccolo prete dal grande carattere mi fece crescere molto, fu allora che iniziai ad interessarmi dell’Anima…. Tanto dell’Anima e molto meno della mente.

Rispondi