CAPITOLO I

Non avevo capito la  lezione, non l’avevo proprio capita. Anni ed anni di esperienze,percorsi,testimonianze….eppure ancora facevo finta di non vedere fino a che punto riesce ad arrivare l’essere umano.ESSERE UMANO, presumibilmente un essere che porta con sé umanità, ecco, io di questa umanità ne vedevo e ne vedo sempre meno. Sono fermamente convinta che Dio o chi per lui si sia seriamente rotto le scatole di noi e che ad un certo punto abbia deciso di farci andare alla deriva, si, dev’essere così per forza altrimenti non mi spiego come sia possibile che l’essere umano abbia perso la sua umanità, perché di questo si tratta.
Questa cosa ormai la sanno tutti,io no,io per anni ho confidato sempre nella buona fede delle persone,ho lasciato che la vita mi scorresse addosso con velocità e una certa leggerezza che contraddistingue le persone che come me sono sempre vissute in mezzo a due mondi.Quando ho compiuto 40 anni ho ricevuto in regalo un viaggio che ho deciso di fare da sola,volevo andare in un posto lontano perché se si festeggia il compleanno dalla parte opposta del mondo si ha la capacità di modificare alcune cose del proprio destino ed io ne avevo bisogno.Il mio matrimonio era finito, ero consapevole che l’unico scopo che aveva avuto era quello di portarmi due meravigliosi bambini che sono l’unica ancora della mia vita, senza loro probabilmente sarei vissuta come una zingara sempre in giro per il mondo e poco, molto poco avezza alla praticità della vita.
Scelsi l’Africa e molto fiduciosa partii qualche giorno prima del mio compleanno. Non sapevo bene cosa avrei dovuto fare, ma io non so mai cosa devo fare, le cose mi succedono, le persone mi capitano, le esperienze arrivano.
Non credo di essere mai riuscita a pianificare nulla, è sempre esistito qualcuno nella mia vita che ha pianificato per me,io dal canto mio so che il nostro percorso è ben custodito dentro di noi, solo noi sappiamo cosa dobbiamo fare o non fare, qual’è la cosa giusta e quella sbagliata e quindi cosa mi metto a pianificare? con la razionalità si commettono solo un mucchio di stupidaggini e poi a rimediare si perde un sacco di tempo.
Il viaggio verso Zanzibar è stato piacevole,ero una specie di sorvegliata speciale perché non è usuale vedere una donna che viaggia da sola, io poi con la mia aria da “bionda dentro” sempre assorta e svampita, con gli occhiali da sole appiccicati al naso pure se piove, sfuggente ad ogni tipo di approccio o sguardo che provi ad incrociarsi con il mio…fino all’arrivo non ho rivolto parola a nessuno.Quando sono scesa dall’aereo saranno state le 14, la prima cosa che ho sentito è stato un odore acre, poi, un caldo insopportabile.Avevo dei pantaloni della tuta che mi si appiccicavano alle gambe come il domopak,maglietta maglione e piumino leggero, in Italia era metà marzo in Africa metà agosto e io con il caldo ci faccio a pugni.Ci hanno messo in fila per la solita procedura dei documenti che è durata il tempo necessario per far si che a me iniziasse a girare la testa e anche l’umore. Mi guardavo intorno e pensavo che quel posto non mi piaceva, era triste. Dopo circa un’ oretta ci hanno caricati su un pulmino stile anni 80 “non so se ce la faremo ad arrivare a destinazione” e io ho pensato a chi cavolo me l’aveva fatto fare, ho un caratteraccio, faccio tutto mi adatto a tutto, provo tutto ma mi piacciono le cose belle,comode e poco faticose e in quel momento ero stanca accaldata e quello che vedevo mi faceva tristezza.Dietro a me erano sedute due donne più o meno della mia età, due amiche che una volta l’anno facevano un viaggio insieme, erano di Milano, “posso farti una domanda?” disse una delle due “certo”risposi già sapendo cosa mi avrebbe chiesto “ma perchè sei da sola?”…fu così che iniziammo a chiacchierare e fu così che diventarono le mie compagne di viaggio,non ho rivolto parola a nessun altro per tutti i 10 giorni della mia permanenza in Africa.
Dopo circa 40 minuti di pullman siamo arrivati dentro al paradiso terrestre,che sciocca me ne dimentico tutte le volte, è stato così ai Caraibi, in Nepal, in India, la differenza tra “dentro e fuori” la chiamo io, la differenza tra come si vive li e come vogliono far vedere le cose ai turisti, è un pò come la differenza tra come ci vediamo noi e come facciamo si che ci vedano gli altri. Il villaggio era meraviglioso pieno di piante tropicali e costruzioni in legno, personale gentilissimo e super disponibile e…cocktail di benvenuto braccialetto colorato al polso e assegnazione del tuo bungalow, il mio era da sogno e io ero da sola,che tristezza, “ma dico io Universo caro esisterà al mondo qualcuno in grado di poter condividere la vita con me?”seduta sul mio meraviglioso letto con tanto di baldacchino e assorta in questi pensieri crollai addormentata. Era notte,sentivo la sabbia fredda sotto i piedi ma non vedevo niente era buio pesto, solo la luna che rifletteva in un mare quieto e silenzioso che invece di calmarmi mi inquietava, avevo un vestito bianco di lino, lo sentivo frusciare sulle  gambe, l’aria era fresca e io avevo un block notes e un pacco di fiammiferi in mano,non tirava nemmeno un soffio di vento…avevo paura.Camminando sono arrivata fino ad un tronco abbandonato e secco, mi sono seduta lì e come un automa ho strappato parecchi fogli di carta li ho appallotolati e gli ho dato fuoco poi ho strappato il primo e il secondo foglio dal mio block notes e dicendo “per mia richiesta e per tua volontà io ti chiedo di esaudire queste mie richieste”ho buttato i fogli nel fuoco, alzando lo sguardo ho potuto vedere la spiaggia illuminata dal fuoco e in lontananza ho visto un lupo, stava seduto lì e mi fissava dritto negli occhi, e con gli occhi del lupo mi sono svegliata.Ma che accidenti di sogno era mai questo pensai sorridendo, un lupo, in Africa,ma per favore, mai una volta che mi facciate capire al volo cosa volete comunicarmi accidenti.Fuori era buio e io dovevo preparami per la cena, era tardi, come sempre, io faccio sempre tardi, il tempo per me non esiste…mettiti un orologio al polso e sarai schiavo della tua stessa vita.
La cena è stata piacevole, e ancora di più il dopocena. Sedute in un meraviglioso giardino tropicale uguale identico a quello in cui mi ritrovo quando mi connetto alle altre dimensioni io Gabriella e Paola abbiamo avuto modo di conoscerci meglio, abbiamo chiacchierato a lungo rilassate in un clima leggero e tranquillo. Ho sempre avuto la sensazione che in vacanza il tempo si fermi, sarà perchè sono sempre di corsa ma quando sono in vacanza e come se tutto in me rallentasse, riesco a staccarmi completamente da tutta quella che è la quotidianità, riesco a vivere la mia vita in quel posto in quel momento. Mi sono sempre sentita in colpa per questo perche il mio dissociarmi da tutto fa si che non mi manchi nessuno, mi dimentico perfino di telefonare, non penso mai a quello che sta succedendo a casa in mia assenza e questo soprattutto quando hai dei figli ti fa sentire terribilmente in colpa. Uno Sciamano tanti anni fa è riuscito a spiegarmi bene questo processo che a suo dire hanno tutte le persone più sensibili degli altri, o se volete spirituali o sensitive. il dissociarsi. Che brutta parola, fa sembrare quasi che tu sia insensibile e invece ci si dissocia per troppa sensibilità.Stavo vivendo a pieno questa nuova esperienza.La mattina dopo mi svegliai felice e molto carica, curiosa di quello che questo viaggio mi avrebbe riservato.
Il villaggio era veramente molto bello, io e le ragazze ci piazzammo sulla spiaggia che era come quella dei film e tra un bagno ed una chiacchiera giorno dopo giorno ci raccontammo. La mia di vita riscuote sempre molta curiosità perchè non è propriamente quella che si può chiamare una tranquilla e normale vita qualsiasi. Faccio sempre molta fatica a spiegare tutto quello che mi è capitato negli anni e mi sento dire spesso che ho vissuto 3 vite in una sola ed in effetti sembra proprio così. Non sono qui ora per raccontarvi tutta la mia vita di bambina poi adolescente poi ragazza e infine donna che da quando è nata ha avuto la capacità di vivere in due mondi, quello terreno e quello dal quale proveniamo, quello che voglio raccontarvi è la storia di un amore che attraversa tante vite.
Mi trovavo in quel posto per comprendere che cosa avrei dovuto fare della mia vita, o meglio cosa dovevo fare lo sapevo benissimo io mi sono sempre occupata delle persone, del bene dell’Anima delle persone, quello che so fare meglio è vedere l’Anima di chi ho difronte e comprendere molte cose della persona che quell’anima la veste, infatti l’opinione che mi faccio delle persone spesso è molto diversa dall’ opinione generale proprio perchè prima vedo l’anima e poi l’involucro che la veste. Mi occupo anche del benessere fisico, meditazioni, respirazioni acquarello terapia qualche massaggio, insomma mi occupo del genere umano e sempre continuerò a farlo, quello che dovevo capire era cosa fare della mia vita a livello personale, incasinata lo sono sempre stata, e ho sempre avuto una sensazione di incompletezza, con qualsiasi persona, in qualsiasi situazione in qualsiasi momento non mi sono mai sentita al mio posto. Tutti mi avevano sempre detto che quando avrei avuto un figlio le cose sarebbero cambiate ed io non mi sarei più sentita sola, non è stato così e oggi posso dire che quello che mi è sempre mancato è stato un compagno. Non solo un fidanzato, o un marito o un padre per i miei figli, un compagno. Qualcuno che avrebbe saputo capirmi, accettarmi e condividere la vita con me al di là di lavoro figli e tutte quelle cose quotidiane che caratterizzano la nostra esistenza terrena. Sapevo che da qualche parte nel mondo esisteva ma io arrivata a 40 anni non lo avevo ancora trovato, nel frattempo avevo avuto delle relazioni importanti, avevo risolto dei karma, mi ero sposata e avevo 2 figli.Sin da quando ho conosciuto mio marito ho saputo che la sua funzione nella mia vita sarebbe stata quella di essere il padre dei miei figli, nessun compagno per come lo intendevo io avrebbe potuto essere il padre dei miei figli, perchè sono sempre stata convinta che i figli modificano per sempre una coppia e sono molto rari i casi in cui si riesce a rimanere uniti ed indissolubili, i figli solitamente la coppia la sgretolano perchè le donne quando diventano madri smettono per lungo tempo di essere le compagne del loro uomo e pochi uomini riescono ad aspettare che la propria donna ritorni ad essere principalmente la loro compaga a parte ovviamente alcuni casi perchè le eccezioni ci sono sempre per fortuna. Così ero in Africa con un matrimonio finito ma ancora da risolvere e molti pensieri nella testa, avevo fatto quello strano sogno e dovevo assolutamente capire che cosa volesse dirmi. Quella sera andai a letto presto cosa insolita per me che sono una nottambula cronica ma nel bel mezzo della notte mi svegliai con un’illuminazione, mi succede sempre così. Mancavano due giorni al mio compleanno, avrei scritto una lettera all’universo descrivendo l’uomo che da sempre vedevo come mio compagno, avrei descritto ogni minimo particolare e la notte del mio compleanno sulla spiaggia avrei bruciato i fogli, ecco era questo che mi voleva dire il sogno, non avevo idea di che cosa volesse significare il lupo ma non importava sapevo che dovevo fare questa cosa.Così nel cuore di una calda notte africana nel mio meraviglioso bungalow descrissi dettagliatamente il fisico i colori e il carattere che quest’uomo avrebbe dovuto avere,compreso hobbie e tatuaggi che amo molto a causa di una vita passata in mezzo a delle tribù indigene che erano solite colorarsi il corpo. Ammetto che dopo che ebbi finito e rilessi tutto mi sentii alquanto cretina, era proprio una cosa adolescenziale “ma chi se ne frega” mi dissi, dopotutto non sto facendo del male a nessuno e il peggio che può succedere è che io incontri una persona totalmente opposta, mi fece ridere questo pensiero che in realtà era una totale mancanza di fede, ma io sono soggetta ad avere degli scivoloni per quanto riguarda l’argomento Fede.Mi riaddormentai con un beffardo sorrisetto sulla faccia.La mattina dopo rilessi ancora una volta quello che avevo scritto, mi misi a ridere pensando che ero veramente fuori di testa piegai quei due fogli e li misi dentro ad un cassetto. I due giorni successivi passarono velocemente, andammo a visitare una scuola dentro ad un villaggio e ci mancò poco che le donne del villaggio ci lapidassero ma bastò regalare loro dei jeans e delle canottierine per farle calmare. Nella scuola ci saranno stati più o meno un centinaio di bambini,tutti con i pantaloncini o gonne blu e maglietta bianca, le bambine portavano già il velo. Le classi erano molto spartane con i banchi di legno, come le nostre classi di 50 anni fa e i bambini non avevano abbastanza quaderni, colori, penne e matite e noi che lo sapevamo perchè ce l’avevano detto gliele avevamo portate, come abbiamo portato caramelle, perchè li le caramelle non ci sono. Dopo aver distribuito nelle classi tutto il materiale scolastico i bambini sono stati portati nel cortile e li tutti ordinati in fila per due hanno ricevuto le loro caramelle e io ho visto illuminarsi di gioio più o meno cento visetti che andavano dai 6 ai 10 anni. Ne sono rimasta molto colpita, “proprio uguale ai nostri” ho pensato, “che se gli dai le caramelle manco grazie sono capaci a dirti” quei bambini erano il ritratto della felicità per quattro caramelle a testa.Andai a letto molto pensierosa, pensando che i miei figli ai quali non mancava nulla erano veramente dei bambini fortunati, e che una volta più grandicelli sicuramente li avrei portati a vedere che esistono bambini che non hanno proprio niente e che sono felici lo stesso.
Arprii gli occhi e realizzai che era il 20 marzo 2011 compivo quarant’anni.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. astrorientamenti ha detto:

    Ciao sono Monica,
    che bello il tuo racconto.
    Oltre a tutte le cose interessanti di cui ti occupi
    volevo sapere come era andata a finire con la storia
    del tuo ideale di Uomo scritto su quel foglio in quella notte
    africana.
    Lo hai poi incontrato?
    Sono curiosa è?!?
    🙂

    1. heavenrosee ha detto:

      Ciao Monica ti ringrazioi fa piacere ti piaccia ilio racconto… A breve pubblicherò la continuazione della storia del mio ideale di uomo… 😊 Intanto ti auguro una buona giornata🌞

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