MARIA MADDALENA – terza parte

Mi ritrovai dentro la corte di una casa, avevo un pozzo davanti a me, dietro, un muretto di pietra, la casa era piccola, quadrata e bianca. Da una porticina di legno uscì una donna, quella donna… Maria Maddalena. In mano aveva una caraffa d’acqua e due bicchieri di rame. Mi venne incontro sorridente “vieni con me” ci sedemmo sul muretto…” voglio raccontarti la mia storia, tu mi puoi ascoltare, il mondo ama modificare gli avvenimenti a proprio vantaggio, ma sai, la verità è sempre una sola, non esiste la mia verità o la sua verità o la tua verità. Esiste solo la verità per come i fatti accaduti la raccontano, poi ogni essere umano la modifica a necessità o piacere.

C’è stato un tempo, in cui ero sposata ad un pescatore, un uomo mite e gentile ma debole, che per farsi forza beveva ogni sera più di quello che il suo organismo poteva concedergli. Sono stati anni tranquilli quelli, non avevamo figli ma a me non importava. Quando il padre del mio sposo morì, egli si sentì completamente perso e la sua condizione peggiorò a tal punto da farmi prendere la decisione di abbandonare il tetto coniugale. Nessuno mi avrebbe accolto, a quel tempo le donne non potevano compiere certi gesti, un gesto simile ti etichettava come “donna di facili costumi” ma io non potevo più subire e sopportare un uomo che era diventato l’ombra di se stesso. Tutti mi rinnegarono, mi abbandonarono, mi misero da parte come se avessi commesso il più efferato dei crimini… fino a quella mattina in cui nella pubblica piazza, decisero di lapidarmi e Immanuel intervenì portandomi al sicuro in casa di sua Madre, fu lì che lo conobbi. Lei, parlava con il suo velo blu appoggiato delicatamente sui folti capelli neri e io mi rividi tutta la scena, la famosa scena della lapidazione della prostituta che Gesù salvò dicendo “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Mi svegliai di colpo nel mio letto, porca miseria, la mia testa era come un computer che andava indietro e ripercorreva tutto quello che negli anni della mia infanzia avevo sentito su quella storia della prostituta salvata dalla lapidazione, quindi, se uno più uno fa due allora le donne che osavano abbandonare il proprio marito venivano considerate delle prostitute e trattate come tali e quindi, lei non era una vera prostituta ma solo una donna che aveva deciso sfidando le leggi del tempo di abbandonare un marito debole e ubriacone. Meglio del gossip questa storia, Alfonso Signorini ci si sarebbe fatto i miliardi con la sua rivista, a me invece, già lo sapevo, avrebbero dato tutti della pazza visionaria con una fervida immaginazione indi per cui decisi che non avrei raccontato niente a nessuno e che mi sarei buttata alla disperata ricerca di qualsiasi tipo di prova reale su quello che avevo sognato. Volevo sapere come proseguiva il tutto, quindi mi rimisi a dormire ma ovviamente caddi in un sonno profondo che mi svegliò la mattina dopo decisamente delusa.

I giorni passavano e io non trovavo niente che mi desse prova della veridicità di quello che avevo sognato, almeno una volta al giorno mi davo della pazza da sola e non sapevo con chi avrei potuto confrontarmi…poi, com’è nella mia natura con il passare del tempo smisi quasi di pensarci… ed ecco che una notte… di nuovo il muretto di pietra e io e lei sedute accanto, questa volta il velo era color porpora. “tu non hai Fede ragazza, lo sai che cos’è la Fede? Fiducia, si tratta di avere fiducia…tu non credi in me e nemmeno nelle tue capacità, sei andata subito a cercare le prove, beh, io ti dico che non le troverai, non troverai nulla fino a quando non avrai abbastanza fiducia da non aver più bisogno di prova alcuna” “tu hai avuto sempre fiducia?” le dissi con fare seccato, “ho avuto sempre una profonda Fede, altrimenti non avrei potuto fare nulla, ho creduto profondamente in me e in coloro che mi hanno  circondato, anche se sono stata tradita, ingannata e illusa. Io e Immanuel ci siamo innamorati subito, e da subito abbiamo deciso di sposarci e di condividere il destino che lo attendeva e che diventava ogni giorno più pressante. Le parole che uscivano da lui, erano straordinarie, i gesti che egli spontaneamente compiva erano straordinari, tutto in quel giovane uomo era straordinario e semplice allo stesso tempo, ne rimasi incantata io come qualunque persona capitasse sulla sua strada. Presi la decisione di scrivere le sue memorie, per, una volta finito il suo tempo, poterle portare avanti. Sono stata al suo fianco in ogni momento, per anni ho condiviso tutto, le gioie i dolori e le delusioni che sono state tante perché lui era un uomo e come tutti gli esseri umani aveva pregi, difetti e debolezze. Nessuno mai si sofferma sul fatto che tutto quello che è accaduto, è accaduto ad un uomo che giorno dopo giorno ha dovuto fare i conti con lo scoprire quale arduo compito la sua anima avesse scelto incarnandosi.

La sua Chiesa, o meglio la Chiesa di Dio che  è stata fondata da Pietro e Paolo non sarebbe dovuta diventare questo, io, assieme a coloro che gli sono stati più vicino avremmo dovuto portare avanti la sua parola affinchè il mondo potesse andare avanti nel modo più corretto, ma purtroppo, così non è stato…tutti i nostri scritti mi sono stati strappati e bruciati per la maggior parte, e io sono stata minacciata e cacciata proprio da coloro di cui lui si fidava, quegli uomini si sono impossessati del suo sapere, lo hanno distrutto e hanno fondato una Chiesa con leggi e regole che andavano bene a loro. Io sono stata la custode delle sue memorie, l’unica che ha conosciuto l’uomo che è stato e il compito che ha portato avanti. Io sono stata la sposa di Joshua Immanuel detto il Cristo… Io sono Maria di Màgdala”. I miei occhi si spalancarono e mi accorsi che il mio viso era tutto bagnato, stavo singhiozzando. Erano le 6.30 e mi sentivo come se un treno mi fosse passato sopra ripetutamente. Da quel giorno tutto in me è cambiato, ho cercato e studiato qualsiasi libro testo e immagine che mi potesse dare un minimo di prova, mi sono bevuta la Bibbia i Vangeli, i Vangeli apocrifi, il Corano, la Cabala e tutto quello che ho potuto trovare, ho voluto parlare con preti e frati, suore e studiosi di testi sacri e qualche cosa in effetti c’è. C’è che tutta la storia non è come ce la raccontano, niente corrisponde a quello che da secoli ci dicono, c’è che siamo troppo pigri per andare a scavare in profondità, troppo pigri per cercare la verità, come caproni andiamo avanti continuando ad accontentarci di quello che ci dicono, troppo pigri per trovare quella che è la verità, una verità più reale e semplice che farebbe vivere tutti molto meglio.

Non voglio scrivere contro la Chiesa, sarei una stupida a farlo, ma dopo quasi venti anni di studi ricerche e sogni lucidi che mi hanno portato a “vedere” indietro nel tempo ho deciso di raccontare tutto quello che ho scoperto, con la sola ed unica speranza che la mente di chi mi legge possa aprirsi a comprensioni più ampie.

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