I LUPI – leggende o realtà?

I lupi, la specie che preferisco, sono persone particolari, le più generose, le più affettuose, ma anche le più impulsive, quelle che tendono a perdersi nei meandri del mondo, influenzabili e sensibili sono pronti a zomparti letteralmente al collo per difendersi o proteggere chi amano. La specie evoluta che vive ai giorni nostri spesso si occupa di imprenditoria, sport, animazione, sono dei bravi attori o intrattenitori o cantanti, potrei farvi molti nomi ma preferisco vi divertiate a scoprirli da soli😊. Carnagione olivastra occhi grandi e profondi anche se sono chiari, denti piuttosto grandi e fisico grosso oppure asciutto, nervoso, sportivo, tutti amano mangiare e trattarsi bene. Tendono ad essere molto divertenti in compagnia e molto più tranquilli e taciturni nel loro habitat cioè a casa, quasi sempre la loro maggior energia la mettono nel lavoro anche se hanno assolutamente bisogno di un compagno di vita, di una famiglia, i lupi che ho incontrato che non avevano il punto fermo della famiglia erano tutti “persi” e combinavano un sacco di guai, hanno veramente necessità del branco. Stargli accanto può sembrare molto facile perché sono molto accomodanti, protettivi e affettuosi ma conoscendoli meglio si scopre che non è proprio così perché spesso ci si scontra con un ego molto forte accompagnato ad una buona dose di insicurezza che genera delle persone che hanno bisogno di essere sostenute al 100% in tutto ciò che fanno dimostrandogli un amore e una dedizione totali, questo spesso significa fare delle rinunce per mandare avanti loro, ma se vi amano allora il gioco varrà la candela perché non saprete più cosa significhi essere soli o abbandonati a voi stessi.

Sono partita dalla fine oggi ma ora voglio raccontarvi cosa mi è successo in Calabria quando ancora non sapevo nulla sull’argomento. Si narra che nell’antichità ogni strega avesse accanto un lupo, degli uomini che di notte si trasformavano e vagavano con loro nei boschi per proteggerle, i Licantropi. Quasi sempre erano i loro compagni di vita, altrimenti parenti, fratelli o cugini. Con il passare del tempo la Licantropia è stata riconosciuta come malattia psichica. Colpisce prevalentemente gli uomini che si dice si trasformino in serial killer capaci di commettere omicidi terribili con atti di cannibalismo perché pensano di essere dei lupi. Poi esiste l’uomo lupo e anche questa è considerata una mutazione genetica che provoca una folta peluria su tutto il corpo che può raggiungere anche i 25 cm di lunghezza, ma su questa mutazione non ci sono molti studi in atto. Detto questo, era doveroso in onor di scienza io ovviamente la penso in maniera differente. Premetto considerata la particolarità dell’argomento che la mia intenzione non è quella di convincere nessuno ma di portare l’attenzione su alcune particolarità che effettivamente esistono nell’essere umano attraverso quella che è la mia, e solo mia esperienza.

Mi trovavo in Calabria in vacanza, in un piccolo paesino affacciato sul mare, ci sarei rimasta un mese intero ospite di un’amica. La mia indole curiosa mi porta a voler vivere il posto in cui mi trovo non da turista, nel senso che mi piace conoscerne usi e costumi e soprattutto tutte quelle cose nascoste che di solito i turisti di passaggio non riescono a cogliere quindi, chiedo mi informo faccio un miliardo di domande anche indiscrete alla gente del posto che incontro. Il Sud è pieno di fascino e misteri, di tradizioni che non escono mai da lì,  spesso le custodi di questi segreti sono le donne anziane, proprio quelle graziose vecchine che sono solite fare il rosario per la maggior parte della giornata sono in realtà delle vere e proprie “Streghe”, profonde conoscitrici di ogni rimedio “casalingo” per qualsiasi tipo di problema. Ecco era con loro che passavo il mio tempo e prendevo i miei preziosi appunti.

Nelle notti di luna piena, gli uomini spariscono, vanno tutti in mare a pescare e le donne si riuniscono in gruppi più o meno numerosi a casa di questa piuttosto che di quella e non escono. Con la luna piena non si esce… capirai, dire a me una cosa del genere significa invitarmi ad uscire immediatamente ma quella sera non vollero sentire ragione e mi convinsero a rimanere dentro casa con loro. La serata trascorse serena tra duecento caffè molti dolci, sigarette e chiacchiere ed io non riuscii a farmi raccontare il reale motivo di quell’ usanza. Andai a dormire verso l’una ma il caldo era insopportabile e di addormentarmi non c’era verso, e cosa fa una giovane ragazza ad agosto in un posto di mare se non riesce a dormire?? Esce, mi pare ovvio😊 

Il paese era fatiscente, non c’era un’anima nemmeno a chiamarla, se ci ripenso mi rendo conto che ero molto coraggiosa, ora non più, ma allora non mi faceva paura niente. Camminavo senza meta e l’unico sprazzo di civiltà che vedevo erano i pescherecci con le loro luci al largo, la luna in tutta la sua pienezza illuminava tutto. Il mio camminare sia per la strada che nella vita è sempre stato molto istintivo: non so mai dove andrò, cosa farò, a che ora partirò e quando tornerò, mai! Quindi anche quella sera mi lasciavo trasportare dalle mie gambe e le mie gambe ad un certo punto mi fecero bruscamente girare a sinistra, mi incamminai su di una ripida salita che prima di allora non avevo mai notato. Alla mia destra solo casette e alla mia sinistra un muretto di pietra e bosco.

Lo vidi balzare fuori dal giardino di una casa, aveva scavalcato il muro di cinta, era buio e io non vedo proprio come un falco ma quello che riuscii a vedere mi paralizzò: Mi apparve molto alto, gli occhi sbarrati e della peluria rossiccia che gli copriva le braccia e il viso, non completamente ma decisamente più del normale…aveva una gobba, nel senso che la schiena era gonfia. Le mie gambe iniziarono a tremare perché mi aveva visto e stava procedendo verso di me……” Nicola….Nik….Nicolaaaaaaa” l’uomo era minuto e anziano e correva in discesa come un pazzo urlando Nicola. Nicola si fermò e si girò facendosi raggiungere dall’uomo che lo prese per un braccio e lo riaccompagnò parlandogli molto dolcemente fino al cancello di casa che pochi secondi dopo si aprì, una signora in vestaglia uscì, io non potrò mai scordare lo sguardo di terrore che aveva negli occhi quando mi guardò e lei sicuramente non si sarà mai scordata il mio che vi posso assicurare non era da meno. Quando il cancello si chiuse l’uomo venne verso di me e fu allora che mi accorsi che era un Sacerdote….”sei italiana?” mi disse tutto trafelato “si” risposi “bene, io vorrei sapere cosa ci fai qui adesso, perché non sei a dormire? Dove alloggi? Dio Santo ma quanti anni hai?” finalmente riuscii ad appoggiarmi al muretto e gli dissi “ ma che cos’era? Nicola cos’è?” “senti adesso ti riaccompagno in paese sono le quattro di mattina, vedi quella Chiesetta li in cima? Ecco torna domani che facciamo una chiacchierata” prese per il braccio pure me e mi riaccompagnò fino al portone di casa, quella fu una delle poche volte in cui rimasi in silenzio per tutto il tragitto.

Rimasi seduta sul terrazzo penso sotto shock fino alle sette ora in cui la casa iniziò a svegliarsi, non raccontai nulla nemmeno che ero uscita, attesi le otto e trenta e poi mi incamminai verso la Chiesetta. Lui, Don Eugenio era seduto fuori, pareva aspettarmi “ mi sa che qualcuno non ha chiuso occhio, vuoi del caffè?, come ti chiami?” “ non ho dormito, voglio del caffè e Alessia, mi chiamo Alessia”…. Rimasi con lui un paio d’ore ad ascoltare la storia del Licantropismo da un Prete, mi fece promettere di non parlare in paese con nessuno di quello che avevo visto altrimenti Nicola sarebbe stato portato via alla sua famiglia, mi disse che ci sono diversi casi nel mondo e che “questa cosa” stravolge la vita di ogni componente delle famiglie in cui nascono ma che anch’essi sono figli di Dio, che Nicola viveva isolato con i suoi genitori e che era molto gestibile, che episodi come quello accaduto non erano mai successi, non era mai scappato, che la mamma e il papà riuscivano a tenerlo sotto controllo ma che la notte precedente si erano addormentati e che la luna piena lo aveva sovra eccitato e lui era uscito incontrando me….”cosa sarebbe accaduto Don Eugenio se tu dalla finestra non avessi visto?” gli chiesi “io non lo so, forse  niente, ti ripeto che non era mai successo prima, lui non è nemmeno mai andato a scuola” “a scuola??? Ma quanti anni ha?” “ diciassette” a quel punto dissi al Don che volevo vederlo, perché io non avevo visto un ragazzino, io avevo visto un omone altissimo e con la gobba. Dopo una ventina di minuti di insistenza e qualche telefonata alla mamma di Nicola che non ne voleva sapere mi portò a casa loro. Io mi ritrovai davanti questo ragazzino alto poco più di me con i capelli rossi le lentiggini e gli occhi di chi non sa per quale motivo è in questo mondo, timido, riservato, dolce.

Per preservare lui e la sua famiglia che gli ha dedicato un’ intera esistenza per anni non ho raccontato niente non solo in paese ma  da nessun’altra parte, ho letto e mi sono documentata giungendo alla conclusione che esiste una parte di umanità discendente dai lupi che è ancora in grado di attuare una specie di trasformazione poi se la scienza vuole chiamarla malattia faccia pure. Io dal canto mio sono stata testimone di una cosa straordinaria e probabilmente irripetibile e oggi dopo così tanti anni scelgo di condividerla con la speranza che Nicola abbia trascorso una bella vita protetto amato e compreso. A voi invece chiedo di prestare attenzione a quella fetta di umanità “lupoide” che non si trasforma ma vi circonda, perché fanno parte di quella categoria di amici fedeli, compagni amorevoli e datori di lavoro umani e straordinari, quella fetta di umanità che va rispettata perché è qui per proteggerci.

Ognuna delle specie di cui vi parlerò ha la sua utilità nel mondo, I Vampiri lucidità e sangue freddo, Le Sirene la dolcezza e le missioni benefiche nel mondo, I Lupi la salvaguardia e la protezione della specie…..merita tenerne conto no???

Buona lettura e buon week end a tutti😊

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