SCELTE…

Mi chiedete spesso di spiegarvi l’importanza delle scelte che
compiamo nell’arco della nostra vita, e sebbene per me le cose
siano molto chiare mi rendo conto che per la maggior parte delle
persone non è così.

Quando un’anima si reincarna, sceglie una serie di esperienze da
compiere, esperienze che la porteranno ad un grado superiore di
evoluzione, ovviamente quando nasciamo veniamo dotati di un
corpo e di una mente e non siamo in grado di ricordare quali
esperienze abbiamo scelto di affrontare, se non per quelle sottili
percezioni che si hanno quando si sta per fare la cosa giusta
piuttosto che quella sbagliata ed è qui che entra in gioco
l’importanza delle scelte.
La mente troppo razionale spesso è la causa dei nostri mali, la
vera prova che l’essere umano viene chiamato a fare è la lotta
continua tra la nostra Anima e la nostra mente. La prima sa
perfettamente il percorso che dobbiamo fare, le esperienze che
abbiamo deciso di affrontare e le persone che sono intrecciate a
noi in questo percorso, quindi cercherà di spingere l’andamento
della nostra vita in quella direzione…la nostra mente invece non
lo sa, cresce con noi, diventa il frutto della nostra infanzia, dei
nostri traumi, dei nostri successi, delle cose che ci hanno
inculcato, di quello che ci fanno credere che siamo,
dall’estrazione sociale, dalla cultura acquisita e da tutti i vari e
sempre troppi condizionamenti ai quali siamo sottoposti dal
nostro primo vagito. La nostra povera Anima si trova a dover
combattere contro una mente perfettamente integrata con il
nostro corpo e con il sistema terrestre. Capite che casino? Si, un
gran bel casino e allora venite chiamati a scegliere, ma scegliere cosa?

Il fatto è che dovremmo sempre scegliere di “pancia”, anche
quando la sensazione che abbiamo è scomoda, anche quando ci
sembra assurda o impossibile, invece, anche se sempre sentiamo
per prima la pancia poi permettiamo alla nostra mente di
intervenire, è lei quella che ci dice “questa cosa sarebbe bella ma
impossibile”, “questa proposta è quella che aspettavo da una vita
ma non sono in grado di farlo”, “ho la possibilità di cambiare la
mia vita ma questo farebbe soffrire qualcuno, o destabilizzerebbe
qualcun altro” ecc. ecc. ecc. la nostra mente razionale, piena di
pregiudizi tabu e falsi moralismi ci porta sempre dalla parte
opposta a quella giusta e poi quando ci ritroviamo scontenti,
frustrati e infelici ci sentiamo pure dire “ beh ma hai scelto tu, hai
deciso tu, nessuno ti ha detto niente, potevi fare diversamente” e
via dicendo. Sono certa che capite perfettamente quello che dico
perché sfido chiunque a dirmi di non essersi mai trovato in una
situazione del genere…. Il punto è che noi abbiamo scelto in base
ad una serie di fattori esterni condizionanti…” ero bravo in
matematica anche se Arte era la mia vera passione, ero molto
bravo a disegnare, mi sono sempre sentito bene quando
disegnavo, sia il disegno libero che quello tecnico e quindi avrei
voluto fare un liceo Artistico ma tutti a dirmi che con l’Artistico
non avrei avuto sbocchi, che dovevo fare lo Scientifico per poi
fare ingegneria e diventare un bravo Ingegnere, dopotutto avrei
potuto disegnare comunque in qualche modo… così ho ascoltato
la mia famiglia, dopotutto loro erano più grandi, avevano più
esperienza, mi conoscevano bene e se mi dicevano che sarei
stato un bravo Ingegnere perché non avrei dovuto credergli? Ho
fatto lo Scientifico con una fatica immensa, sono stato anche
bocciato un anno, non mi piaceva, tutto troppo schematico,
quadrato noioso, sognavo righelli, squadre, matite e colori ma se
provavo a dirlo in famiglia mi dicevano che io avevo scelto lo
Scientifico e che dovevo portarlo a termine. Ingegneria
all’Università e stato un disastro totale, non andavo ne avanti ne
indietro, tutto era pesante difficile, triste, sono caduto in
depressione, tutti si stavano laureando ed io ero ancora li infelice
e triste. Una mia compagna una sera mi disse che forse sarei
dovuto andare da uno psicologo perché non era normale a 27
anni stare in questo stato e per fortuna l’ascoltai.
Abbandonai Ingegneria, mi presi un anno sabbatico e lavorai
molto su me stesso, su quello che mi piaceva, su come vedevo il
mio futuro, e su cosa io, e solo io volevo fare della mia vita. La
mia famiglia prese il tutto molto male, rinfacciandomi i soldi spesi
e persi perchè non ero stato in grado di portare a termine una
decisione da me presa, non capirono per molto tempo. Io mi
trovai un lavoro e mi iscrissi ad Architettura, furono anni difficili
perché nessuno credeva che ce l’avrei fatta, perché ero sempre al
verde e studiavo la notte ma almeno mi sentivo vivo. Oggi sono
un architetto vivo a Parigi sono felice e ad ogni giovane che
incontro racconto la mia storia, dicendogli di non ascoltare
nessuno se non quello che è dentro di lui”.

Ecco con questa piccola storia ho voluto spiegarvi in modo
semplice cosa ci succede per tutto l’arco della nostra vita, ho
voluto spiegarvi quanto siamo soggetti a scegliere quello che gli
altri vogliono e a quanto rischiamo di essere condizionanti con
figli, amici e parenti. Una delle prime cose che bisogna imparare a
fare dopo quella di scegliere solo quello che noi vogliamo è quella
di non scegliere per gli altri, è quella di lasciare ognuno libero di
seguire il proprio cammino.

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