LA VITA DOPO LA MORTE (per chi si uccide)

Prima di incarnarci ci viene data in dotazione una dose completa
di “spirito di sopravvivenza”, ci viene dato proprio perché una
volta incarnati ci servirà moltissimo. Noi non ce ne rendiamo
conto ma per le nostre Anime fare l’esperienza terrena, oltre ad
essere molto faticoso è anche estremamente difficile, e lo è
perchè questa non è casa nostra. Ho fatto questa premessa che
chi mi conosce sa faccio molto spesso non perché io ami
particolarmente essere ripetitiva tipo martello pneumatico, ma
per spiegare bene il motivo per il quale una persona decide di
togliersi la vita.


Non è contemplato uccidersi, o meglio per la semplice natura
umana anche lo sarebbe, siamo pur sempre animali quindi nello
stesso modo in cui per istinto, difesa o paura riusciamo ad
uccidere, potremmo tranquillamente anche uccidere noi stessi,
ma per la nostra Anima no, il suicidio non è contemplato. Non lo
è perché coscienti decidiamo di prendere un corpo umano, di
scrivergli una storia e di portarla in scena per la nostra
Evoluzione, perché a casa nostra, o meglio nella dimensione dalla
quale veniamo funziona così, poi, potrei volendo dilungarmi
molto anche sulla visione Cattolica in merito, ma non voglio,
voglio invece spiegarvi il puro e semplice punto di vista
dell’Anima che è veramente semplice, se noi ci incarniamo al solo
scopo di evolverci, se decidiamo gran parte del nostro percorso
terreno è ovvio che la possibilità di interromperlo quando
vogliamo non è contemplata.

Eppure molte persone lo fanno, e
perché lo fanno? perché la vita terrena per loro è troppo
pesante, insopportabile, incomprensibile, e attenzione lo è da
sempre, da quando nascono non da un certo punto in poi. Le
persone che si uccidono, come quelle che muoiono giovani lo
sanno da sempre che succederà, magari non razionalmente, ma
lo sanno. Posso portarvi due esempi che ho vissuto da vicino, uno
riguarda una persona che mi diceva sempre che se provava a
pensarsi da vecchio non si vedeva, che non riusciva ad
immaginarsi o ad immaginare il suo futuro, ed è morto a 35 anni,
l’altro è di una persona che mi ripeteva spesso che si sarebbe
sparata e in fine quando nessuno più se lo aspettava, quando la
sua vita era sistemata e tranquilla e i tempi bui passati, lo ha
fatto. Io mi arrabbio sempre molto con chi decide di
interrompere il suo percorso, mi infurio, non provo pena, non mi
dispiace….

Mi arrabbio per due motivi, il primo è perché lo trovo
un grande atto di egoismo nei confronti di chi rimane qui pieno di
dolore, dubbi e sensi di colpa, è atroce per dei genitori, dei figli o
delle mogli ( dico mogli perché le statistiche dimostrano che sono
prevalentemente gli uomini a togliersi la vita) dover sopportare
l’idea che nemmeno l’amore per loro sia riuscito a fermare un
gesto così atroce, chi rimane tende a darsi la colpa, a pensare di
non aver fatto abbastanza, di non aver compreso….invece è solo
egoismo, è solo: “sapete che c’è? Io non ce la faccio più a stare
qui, io non riesco ad uscirne, non so come risolvere i casini che ho
combinato…mi manca casa, e me ne vado”, poi ovviamente non
possiamo fare di tutta l’erba un fascio, ci sono anche Anime che
scelgono ad esempio di essere schizofreniche e si uccidono per
via della malattia, o persone disperate che vanno in depressione
e si uccidono perché la depressione ha esaurito tutta la dose di
Istinto di sopravvivenza e anche tutta l’autostima, ma nella
grande maggioranza dei casi per me rimane il più grande atto di
egoismo che un essere umano può infliggere ad un altro.

Detto questo voglio spendere ancora qualche parola per queste
Anime particolarmente sensibili che non riescono ad adattarsi
mai alla vita terrena, lo voglio fare per darvi la possibilità di
riconoscerle e se potete aiutarle. Sono bambini sensibilissimi e
delicati, sognatori che dormono molto da piccoli, introversi e
poco socievoli, fanno poche amicizie e si rifugiano dentro libri,
film e mondi fantastici…non hanno la capacità di esprimersi,
anche se sono molto intelligenti a scuola rimangono indietro, non
si fanno valere e spesso vengono bullizzati. Da adolescenti spesso
provano la droga o l’autolesionismo, fanno fatica a lavorare
perché per loro alzarsi la mattina è una tragedia. Scrivono molto
bene, leggono molto e odiano la società con tutti i suoi
compromessi. Sia ben chiaro che con questo non voglio
assolutamente dire che TUTTE le persone così si uccideranno,
anzi ne conosco molte che si sono risolte trovando la loro giusta
dimensione, però ho avuto modo di constatare che spesso chi si
uccide rispecchia queste caratteristiche.
Ultimo ma non ultimo cosa succede all’Anima di chi si uccide?
Succede che quest’Anima viene immediatamente rispedita sulla
terra, non ha possibilità di scelta, può essere che nasca di un altro
sesso, in un altro paese ma la vita le ripresenterà gli stessi
problemi che ha dovuto affrontare in questa, fino ad arrivare al
punto in cui si ha deciso di dire basta, questo succede perché
l’Anima deve superare questo momento per poter proseguire con
la propria evoluzione.
Spero che questo articolo vi possa essere di riflessione e
comprensione, io rimango sempre a disposizione per qual si
voglia chiarimento��

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