THE DAY AFTER

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Questa mattina ho aperto gli occhi e ho realizzato che non sarei potuta andare a prendere i Gelsomini per la mia terrazza perché il Vivaio si trova in un comune diverso dal mio, ho realizzato che forse sarebbe stato meglio che il mio tanto amato secondo caffè della mattina oggi lo bevessi a casa… ho realizzato che i bambini ai nonni almeno per un pò non posso portarli più e nemmeno a giocare con le cugine. Sotto la doccia il mio pensiero è andato a quello che avrei dovuto sbrigare oggi. Ho la fortuna di poter lavorare da casa ma comunque ci sono sempre mille cose da fare, questa mattina bisognava andare a recuperare tutti i libri lasciati a scuola, fare la spesa, io la faccio un po’ al giorno perchè non sono mai stata capace di fare quei bei spesoni mensili che adesso sarebbero tanto utili, poi, la passeggiata con i cani, il pranzo dei bambini e i compiti che sono quasi diventati un lavoro a tempo pieno perché funziona più o meno così: collegati alla classe virtuale, no, non funziona allora vai alla mail stampa 4450 schede, poi “che hai fatto ieri Matematica e Geografia? bene oggi storia e grammatica e…” io non li voglio fare, io sono stanca, ma stanca di cheeeeeeeeeee….”andiamo a fare un giro? no è meglio rimanere a casa, posso vedere un film? no dopo, prima fai i compiti, gioco solo 20 minuti con la switch, io la butto dal terrazzo questa cavolo di switch”…… ecco, capirete che sono uscita dalla doccia già incazzata nera…Sono andata in cucina ho preparato il mio secondo caffè con aria alquanto sconsolata perché solitamente lo prendo al bar, sempre lo stesso perché sono un abitudinaria e poi ho aperto mail e telefono… ho trovato moltissimi messaggi di persone in totale ansia, che mi dicevano che non possono nemmeno pensare di rimanere chiuse in casa, che mi dicevano di avere una tale angoscia… che si lamentavano per i provvedimenti presi e ve lo dico già non saranno nemmeno gli unici… insomma tutto un lamento condito da ” dimmi cosa devo fare, dammi un consiglio, ma secondo te se vado al bar con la mia amica devo indossare la mascherina?, ma è vero che stanno esagerando e che in realtà tutto questo pericolo non esiste?, ma pensi che in Slovena ci posso andare a far la spesa??????????? insomma che ve lo dico a fare il caffè mi è andato di traverso e l’unica cosa che avrei voluto fare era quella di riempire tutti di insulti per poi sentirmi dire ” da te proprio non me lo aspettavo, tu che sei sempre calma e positiva, avevo solo bisogno di un po’ di conforto”…

Conforto…. vedete quello di cui abbiamo bisogno adesso non è conforto, è forza positività regole e disciplina e tutte queste cose dobbiamo sforzarci di tirarle fuori da noi stessi perché nessuno ce le può dare, nessuno potrà fare per noi, adesso siamo tutti divisi, distaccati, soli… fa tristezza tutto questo eh? certo che la fa, come fa tristezza il pensiero di non essere liberi di fare quello che si vuole, come fa tristezza il dover per forza seguire delle regole che non sono le solite regole che noi Italiani troviamo sempre il modo di sviare ma sono regole che servono a salvaguardare la nostra salute, la nostra economia il nostro Paese noi stessi le nostre famiglie, sono regole che non si POSSONO DICUTERE, non si può decidere se si o se no bisogna attenersi e basta e quando vedo sui social solo lamentele, incazzi commenti rabbiosi, gente menefreghista che fa dello stupido sarcasmo, saccenti che pensano di avere la soluzione tra le mani e persone che continuano a minimizzare o dall’altro lato a seminare panico tipo “è la fine del mondo soccomberemo tutti” mi girano altamente perché vorrei vederne solo uno di questi a dover prendere delle decisioni per una Nazione intera, vorrei proprio vedere se lo farebbero con leggerezza o verrebbero schiacciati dall’enorme peso che la responsabilità porta con se, la stessa responsabilità che viene chiesta agli Italiani che però fanno orecchie da mercante, soprattutto i più anziani che tra l’altro sono quelli più a rischio, loro oggi erano in giro a vuoto, senza mascherine senza tenere la distanza di sicurezza ma soprattutto senza rimanere a casa. “Dai dai su” dicono “per un’influenza un poco più forte tutto questo casino, cosa vuoi che sia, io si che ho visto la fame nera da vicino”” ecco appunto e tra poco la rivedrai se non stai a casa e ne esci vivo” mi verrebbe da rispondere, ma poi… poi mi ricordo a come mi sono svegliata e alla sensazione di “prigionia” che ho sentito questa mattina, l’ho sentita io che sono una che ama rimanersene a casa e che comunque ho mille cose da fare, e allora per fortuna rifletto e penso a chi invece è anziano, da solo e magari la passeggiata della mattina è l’unico modo che ha per vedere qualcuno, a chi anche se giovane non ha famiglia e rimanendo a casa sente solo il rumore del silenzio che riesce ad essere spietatamente assordante e di colpo torna il buon senso, mi ricordo che ogni persona è a se, che ognuno ha il diritto di vivere ogni situazione come crede e riesce, e che noi non siamo nessuno per giudicare nemmeno davanti ad una grande emergenza come questa, penso che mantenere la calma magari provando a spiegare al rampante ottant’enne che due pezzi di pane e un etto di prosciutto li ha presi e che adesso sarebbe meglio andare a casa e rimanerci fino a domani mattina quando potrà nuovamente uscire un’oretta a prendere la verdura magari tenendo la distanza di sicurezza sia più utile. Penso che dare una buona parola positiva a chi mi scrive anche se mi ribolle il sangue in testa sia più utile. Penso che essere comprensiva e ricordarmi sempre che l’unico modo per sconfiggere il nemico è affrontarlo di petto proteggendosi i fianchi sia meglio che farmi prendere il nervoso per una situazione che al momento non si può cambiare… e siamo appena al primo giorno:)

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