IL TEMPO DELLO STOP

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Mi è venuto il “blocco dello scrittore”, chi scrive sicuramente potrà capire che cosa intendo, è una situazione stranissima perchè io scrivo con una facilità disarmante, basta darmi un la e io parto, su qualsiasi cosa, qualsiasi argomento, è sempre stato così sin dai tempi della scuola dove puntualmente facevo temi a tutti. Ho sempre tante cose da dire, scrivere è sicuramente il modo che preferisco per esprimermi, non amo parlare al telefono, le videochiamate mi fanno tristezza e spesso, anche fuori da questo periodo si ha poco tempo per incontrare una persona e raccontargli le cose, quindi io scrivo. A metà della settimana appena trascorsa mi sono resa conto che non avevo ancora scritto nulla, non solo, ma anche che non avevo voglia di farlo e quindi come spesso mi accade quando non ho voglia di fare una cosa mi metto li e provo a farla ugualmente pur sapendo che non esiste niente di più sbagliato, ma scrivere e comunicare il mio pensiero è un po’ una missione quindi, mi sono detta “ora apro il computer e qualcosa ne uscirà”…. invece niente, il nulla, non riuscivo a formulare una frase compiuta. Il fatto è che nella mia testa avrei una quantità di cose da dire che probabilmente ne uscirebbero tre volumi, una capacità che mi riconosco e quella di riuscire a vedere avanti. Riesco ad analizzare con una lucidità estrema situazioni, periodi e persone, questa non è magia, è la capacità che alcune persone hanno di avere “L’occhio lungo” e se si è sensibili oltre che l’occhio anche gli altri sensi, è quella cosa che ti succede ad esempio quando devi scegliere un posto in cui fare un negozio, vai a vederne diversi poi entri magari in quello più piccolo o nella zona meno centrale e proprio li lo vedi realizzato, e vedi tutto, vedi i colori dei muri, dove sarà il bancone, e dove sistemerai i maglioni colorati. Ecco a me accade questo per qualsiasi cosa, ad un certo punto la vedo direttamente realizzata. Anche per le cose che scrivo è così, mi viene in mente un argomento, molto velocemente lo vede scritto nella mia mente e poi quando inizio le parole escono praticamente da sole, penso che questo accada un po a tutte le persone che scrivono anche se spesso tradurre un pensiero dalla mente allo scritto non è proprio semplice. Ero convinta che in queste settimane di quarantena forzata avrei scritto l’impossibile, la mia intenzione era veramente quella di scrivere e fare i video per accontentare alcune delle richieste che sempre tanto carinamente mi fate, ma mi sono inceppata. Ho passato cinque giorni in modalità spenta, la mia mente si è spenta, o forse sta correndo troppo veloce, talmente veloce da non permettermi di far uscire tutto quello che produce e questo succede perchè se in questo momento il mondo si è fermato, se in questo momento siamo tutti sospesi in questo limbo di incertezza e impotenza dove non dipende più da noi almeno al momento, il nostro vivere perchè stiamo aspettando che qualcuno che poveretto è dentro al limbo insieme a noi ci dica cosa dobbiamo fare, quando potremmo uscire, lavorare, tornare a scuola, andare a fare la spesa, stiamo aspettando che qualcuno ci dica “ecco da domani potete tornare alle vostre vite” se adesso siamo tutti in standby io non riesco a comunicare quello che vorrei, perchè quello che vorrei riguarda il dopo tutto questo casino, un dopo che sarà molto diverso da quello che vi aspettate, un dopo che mi rendo conto giorno dopo giorno molte persone non vogliono o non sono ancora in grado di “vedere”. Stiamo scrivendo un bel capitolo di Storia e io mi sono resa conto che la trascriverò un passo alla volta insieme a tutto il resto del mondo, con la speranza che il resto del mondo possa comprendere che sarà necessario inventarsi un nuovo modo di vivere e che questo comporterà per forza e per tutti un bel cambio di rotta.

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