NASCERE

IL PIU’ GRANDE CONFLITTO:

Devo aver già scritto un articolo su quello che rappresenta il momento in cui veniamo al mondo, non voglio essere ripetitiva o logorroica, ma questo mio mondo è una scoperta continua, il tempo passa e le mie ricerce aumentano e ovviamente come dice qualcuno ” chi cerca trova”, quindi oggi riprenderò il discorso della nascita ma solo ed esclusivamente dal punto di vista dell’Anima.

Partiamo dal presupposto che l’Anima viene sulla terra per fare esperienza, una sorta di Erasmus 🙂 nel quale si troverà a dover affrontare molteplici esperienze, anche a volte molto difficili e dolorose. Secondo voi, con questi presupposti da uno a dieci quanto felice può essere di venire qui?? diciamo lo 0,5? 🙂 🙂 .

Esiste un processo per cui l’Anima si prepara ad incarnarsi nuovamente, ( l’articolo inerente potete trovarlo sfogliando l’archivio) una volta deciso tutto, durante i nove mesi gi gestazione di colei che diventerà “la mamma” la nostra Anima entra ed esce dal corpicino che si sta formando dentro al grembo materno, per poi stabilizzarcisi del tutto al sesto mese. Ed è proprio in questo momento che inizia ad avere paura.

Le nostre Anime sanno che vivere qui è una fatica immensa, che questa non è casa loro ma la casa del corpo che abitano, che appena verranno alla luce, passato qualche anno dimenticheranno chi sono, da dove vengono e sopratutto quale è lo scopo della reincarnazione attuale, sanno che non ce la faranno a portare a termine tutti gli obiettivi che si sono prefissate e che potranno fare ritorno a casa saltuariamente mentre il corpo che abitano dorme. Mi sembrano motivi più che sufficenti per avere paura non credete?

Vediamo ora che cosa succede e come possiamo consolarle e tranquilizzarle

Il travaglio e il parto dovrebbero essere molto tranquili, in un posto rilassante con poca gente intorno, le luci basse e una buona respirazione, cosa che sappiamo benissimo essere praticamente impossibile perchè si partorisce all’ospedale in mezzo a cambi turno e casini di ogni genere, si può tuttavia come ho fatto io, cercare di passare il travaglio a casa il più possibile ( ovviamente con l’assistenza di una ostertica) e presentarsi all’ospedale solo quando diventa necessario. Una volta nato il bambino la madre dovrebbe tenerlo addosso a lei fino a quando il cordone ombelicale non smette di pulsare ( fortunatamente al giorno d’oggi in molti ospedali lo fanno) e si dovrebbe iniziare da subito a consolare quest’Anima dicendole che tutto andrà bene, che siamo qui per darle una mano e che può stare tranquilla.

Una volta tornati a casa dovreste provare a metterevi nei suoi panni, stretta in un piccolo corpo che ancora non è padrone di se stesso, infagottata in tutine e pannolini, sbaciucchiatta e passata di braccio in braccio, obbligata a mangiare appene emette un piccolo gnè, tenuta sempre in braccio o lasciata sempre nella culla, l’ombelico unica fonte di nutrimento avuta fino a quel momento chiuso e…. nessuno che veramente la considera. Ora, la colpa non è di nessuno, solo che prima di interagire con un neonato dovremmo ricordarci che stiamo interagendo con un’Anima appena arrivata quindi se si lascia andare a pianti disperati dopo aver mangiato, essere stata cambiata, aver fatto il ruttino ecc. ecc. cullatela raccontandole di quanto vi prenderete cura di lei e di quanto già l’amate…. se non dorme la notte probabilmente è perchè vorrebbe tornare a casa ma non ci riesce perchè ancora non è padrona del suo piccolo corpo e non si rilassa a sufficenza per dormire e voi allora, mettetela sopra di voi e accarezzatele la schiena dolcemente, non ficcategli un capezzolo in bocca ogni volta che fa un lamento perchè a volte il vostro dito mignolo, un ciuccio o un pupazzino di quelli fatti a posta sono sufficenti e sopratutto non abbiate paura di vizziare il bambino/a. Ricorderò sempre il fantastico pediatra dei miei figli che mi diceva ” tutto quello che devi fare è accudire osservare e consolare, all’educazione penseremo dai 18 mesi in poi, e mi raccomando non rompergli le palle per il cibo che sanno regolarsi da soli e NON deve diventare la primaria consolazione”praticamente tutto il contrario di quello che mi avevano detto all’ospedale…. io ho seguito i suoi consigli e lo rifarei altre 10000 volte 🙂

Coccolatela, parlatele, datele molto contatto fisico…. cercate se potete di non dimenticare che dentro al corpicino del vostro adorato bambino vive un’Anima che ha una storia alle spalle e che ne sta affrontando una nuova, e ricordate che nascere è l’esperienza più difficile e dolorosa che siamo chiamati a fare.

Spero di esservi stata d’aiuto,e se ritenete utile l’articolo condividetelo 🙂

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Adriana De Caro ha detto:

    Bella riflessione e consiglio a tutti, leggermente, in merito alla faccenda anima che si reincarna, l’ultimo film Pixar Soul che racchiude varie verità..

    1. heavenrosee ha detto:

      Grazie Adriana… consiglio anch’io Soul un film veramente molto molto vicino alla realtà… 🙂

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